Come fare la SEO su WordPress con Yoast

Hai bisogno di una guida o di un semplice aiuto per posizionarti sui motori di ricerca ma non sai come fare? Come fare la SEO su WordPress con Yoast? Leggi qui.

Attenzione!

Questa guida è dedicata a tutti gli utilizzatori del CMS chiamato WordPress che hanno installato anche il plugin per la SEO gratuito e in italiano chiamato Yoast. Per il buon completamento della procedura è richiesto l’utilizzo dell’editor di testo standard di WordPress (chiamato Gutenberg). Se hai installato Yoast ma vuoi dei suggerimenti su come usarlo, continua direttamente e senza paura la lettura della guida dal prossimo paragrafo.

Se utilizzi plugin di terze parti (come TinyMCE) per scrivere i tuoi articoli e le tue pagine, assicurati che questi ultimi supportino la scrittura in “Titoli” (H1, H2, H3 etc.) e vengano riconosciuti da Yoast. Se non rientri in queste categorie, questa guida potrà tornarti comunque molto utile ma non sarà fatta apposta per te.

Come fare la SEO su WordPress con Yoast

Se hai appena installato su tuo sito WordPress il plugin Yoast (una delle soluzioni più utilizzate al mondo per aiutare nella SEO) o stai cercando un modo per far notare alla rete i tuoi contenuti (con l’aiuto di un sito web e di WordPress), allora sei nel posto giusto. In questa guida vedremo come migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, evidenziando alcuni accorgimenti di base ed alcune conoscenze imprescindibili che risultano utili per scalare le classifiche della SEO, anche grazie alle funzioni di Yoast. Se il tuo Yoast è già installato, passa direttamente al punto 1) della guida.

Ogni pagina e ogni contenuto inserito nella rete possono essere indicizzati o non indicizzati dai motori di ricerca. Ma che significa questa frase? Un contenuto “indicizzato” vuole essere visibile a tutta la rete e quindi vuole essere (potenzialmente) accessibili da ogni parte del mondo connesso. Al contrario, un contenuto della rete “non indicizzato” sarà fatto per non essere “visibile a tutti” e quindi sarà difficilmente accessibile o non lo sarà affatto (questo, ad esempio, è il caso di una informazione riservata). Per entrare nella SEO bisogna voler essere indicizzati, ma Yoast “inserisce in automatico questa funzione” per noi su ogni articolo, poiché crea e aggiorna in automatico la mappa del sito (la Sitemap o “mappa del sito” è un indice con tutte le pagine e i contenuti del sito, il quale viene costantemente letto e aggiornato da Google, da Bing e dagli altri motori di ricerca). Questa funzione viene fatta per te non appena installi e configuri per la prima volta Yoast. Se il tuo Yoast è già configurato, potrai notare in fondo ad ogni nuovo articolo/ad ogni nuova pagina o comunque in fondo ad ogni nuova bozza, la finestra Yoast dedicata. In tal caso, passa al prossimo punto.

Se non sai che cosa sia la SEO e cosa essa serva, clicca qui.

Per approfondire la scrittura su Gutenberg (l’editor di testo standard di WordPress), clicca qui.

1) Per potersi posizionare correttamente all’interno di un motore di ricerca è importante capire quali informazioni richiedono i motori di ricerca e come essi le leggono. Difatti, non c’è un essere umano dietro alla lettura e alla scannerizzazione di ogni contenuto del web, ma un programmino automatico, chiamato solitamente spider (o con un nome simile; in inglese “spider” significa “ragno”, proprio perché questo programmino viaggia nei meandri di internet e costruisce in continuazione la sua “ragnatela”). Uno spider di un motore di ricerca “scaverà” all’interno del tuo sito ad intervalli regolari e aggiornerà in forma riassuntiva le informazioni del suo database per mostrarle agli utenti che le richiedono. Gli utenti cliccheranno su quelle informazioni/su quelle anteprime e verranno reindirizzati alla tua pagina. Ma quali informazioni dare ai motori di ricerca?

2) Se utilizzi Yoast vorrai probabilmente offrire al web articoli o contenuti scritti (oltre alle immagini, per le quali ti invito ad approfondire la SEO leggendo questa guida e ad altro potenziale materiale, come i video o i file singoli, i quali richiedono solitamente un team di esperti e diverse pratiche e spese aggiuntive per essere gestiti al meglio). Quindi dovrai imparare a scrivere in maniera “corretta” i tuoi articoli. Per farlo, dovrai capire pochi concetti chiave:

  • Ogni pagina web ha un titolo, cioè un URL/un indirizzo/un link con cui si presenta al mondo della rete. Il titolo principale viene chiamato in gergo tecnico “H1” e può essere inserito dalla schermata principale dei tuoi articoli e delle tue bozze nella finestra “Aggiungi titolo”. Questo titolo darà il nome alla pagina. Ad esempio se il titolo sarà “Ristoranti etnici a Milano”, l’indirizzo della pagina sarà (se hai impostato bene il nome dei tuoi articoli da Impostazioni > Permalink > Nome articolo) WWW.NOMEDELSITO.ESTENSIONE/ristoranti-etnici-a-milano/. La parte di indirizzo (che nell’esempio è “/ristoranti-etnici-a-milano/”) che si trova, in generale, sempre dopo il nome completo del dominio e dell’estensione (dopo www.nomedelsito.estensione) si chiama SLUG. Lo slug può essere cambiato in qualsiasi momento e più avanti vedremo insieme come fare.
  • La “Frase chiave” è una frase composta solitamente da un minimo consigliato di 2-3 ad un massimo consigliato di 5-6 parole che identifica in maniera precisa il contenuto generale di una pagina web. Ad esempio: se in una pagina web parli di ristoranti etnici a Milano, la frase chiave potrebbe essere “Ristoranti etnici a Milano”. Tutto il tuo articolo dovrebbe contenere questa frase in maniera “diluita” e ogni contenuto della pagina dovrebbe ruotare intorno alla frase chiave. Yoast ti aiuta a fare caso a questo e ti avvisa se questa frase è troppo lunga per essere “scelta” dagli utenti.
  • Il titolo della pagina dovrebbe corrispondere completamente o almeno in parte alla “Frase chiave” per privilegiare sia il riconoscimento e la pertinenza che l’originalità della pagina stessa.
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Nell’immagine: l’area dedicata al titolo (H1) della pagina e la finestra di Yoast (di solito posizionata a fondo pagina) e la relativa barra “Frase chiave”.

3) Una volta scelta la tematica della pagina, non ti resta che scrivere la pagina stessa. Qui potrai sbizzarrirti come vorrai, sia in base alle tue capacità sia in base alla lunghezza e alla complessità degli argomenti trattati. Tieni presente questi aspetti fondamentali:

  • Il titolo della pagina (quello principale, analizzato anche al punto 2) di questa guida) è chiamato H1 e si trova in cima alla pagina stessa. La sua posizione non può in alcun modo cambiare. L’H1 (salvo rare eccezioni) sarà sempre in cima alla pagina.
  • Il rimando interno al titolo della pagina, o se vogliamo il titolo principale interno all’articolo, il quale deve a sua volta richiamare il titolo H1 della pagina, è detto H2. È solitamente consigliabile aggiungere solo un H2 per pagina. Risulta infine assolutamente sconsigliato inserire H2 senza aver inserito l’H1.
  • I vari sottotitoli, i quali si incastrano in maniera diretta l’uno con l’altro in una struttura gerarchica, sono detti H3, H4 e così via.
  • Ricorda che uno o più H3 si dovrebbero sempre riferire ad un H2. Risulta quindi sconsigliato inserire gli H3 senza aver inserito l’H2.
  • Ricorda che uno o più H4 si dovrebbero sempre riferire ad un H3. Risulta quindi sconsigliato inserire gli H4 senza aver inserito l’H3. Ti consiglio di non andare mai oltre all’H4 per dividere la struttura di una pagina.
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Nell’immagine: la differenza tra la posizione di un Titolo H1 ed un titolo H2.

4) Come rendere un blocco di testo un H2, un H3 o H4? Per farlo, ti basterà cliccare sull’icona icona Gutenberg freccia 1 posta all’estrema sinistra del menù di un qualsiasi blocco di Gutenberg.

Un blocco, in Gutenberg, è uno spazio ben delimitato nel quale puoi inserire Titoli (H2, H3,H4), Paragrafi (Testo libero), Citazioni, Elenchi etc. etc.

Se hai già iniziato a scrivere un blocco “Paragrafo” l’icona suddetta sarà a forma di “P” ribaltata icona Gutenberg Paragrafo P 1 , se invece avrai già inserito un “Titolo”, l’icona sarà a forma di “H” icona Gutenberg Titolo H 1 . Qualunque sarà l’icona che si presenterà per prima nel menù dei blocchi, tu dovrai imparare ad usare questo menù per prendere confidenza con Gutenberg (e quindi indirettamente con la SEO) e con WordPress.

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Nell’immagine: due modi diversi di “mostrarsi” del menù di blocchi su Gutenberg.

Ecco alcuni chiarimenti sui tipi di blocchi più usati per la SEO:

  • Il blocco “Paragrafo” serve solitamente per scrivere, appunto, un paragrafo o del testo libero. Solitamente questo blocco è utilizzato per una introduzione, una descrizione e il corpo di un articolo.
  • Il blocco “Titolo” serve per dare un titolo ai vari paragrafi/ ai capitoli/alle sezioni distinte della pagina. Questo blocco è importante per strutturare la pagina ed è utile per stabilire la gerarchia di ogni contenuto della pagina stessa. I titoli H2 saranno sottoinsiemi dell’H1, gli H3 saranno sottoinsiemi dell’H2 e così via.
  • Il blocco “Citazione” serve solitamente per inserire citazioni o chiarimenti e viene distinto dal Paragrafo perché è accompagnato da un “effetto” grafico simile ad una barra laterale colorata (a mo’ di parentesi graffa).
  • Il gruppo “Elenco” è quello dedicato alla stesura di elenchi (come questo elenco puntato che stai leggendo!).
  • Il blocco “Immagine” serve per inserire una immagine all’interno di un articolo. Clicca qui per approfondire la SEO delle immagini.

5) Una volta impostata l’impaginazione, Yoast ti verrà in auto perché identificherà per te la “correttezza formale” della stessa. In automatico, nella finestra “Yoast SEO” dedicata (finestra che di solito è posizionata in basso, sotto alla bozza dell’articolo) potrai notare diverse sezioni.

Vediamo insieme alcune delle sezioni più importanti offerte da Yoast:

  • La sezione “Anteprima di Google” ti farà vedere come il tuo articolo, una volta pubblicato, verrà presentato agli utenti da Google. Per modificare questa anteprima (questo “riassunto della pagina in 2 righe” chiamata in gergo “SNIPPET”) dovrai cliccare su “Modifica snippet”. Potrai vedere sia l’anteprima per sistemi desktop che quella per sistemi mobili (solitamente più corta).
  • La sezione “Analisi SEO” ti darà dei suggerimenti su come migliorare i contenuti della tua pagina e l’impaginazione. Mi raccomando, non impazzire cercando di completarli tutti! Quelle proposte da Yoast sono solamente delle indicazioni e non degli obblighi. Continua la lettura per capire meglio il senso di questi suggerimenti.
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Nell’immagine: una anteprima vuota di uno snippet Google e la sezione di “Analisi SEO” di Yoast.

Approfondiamo insieme alcuni dei suggerimenti più utili per aumentare la qualità SEO della propria pagina:

  • Link in uscita: se non ci sono link in uscita nella pagina (link ad altri siti e ad altre pagine web), aggiungine uno o più, senza esagerare.
  • Link interni: se non ci sono link interni nella pagina (link che riportano ad altre pagine del tuo sito, utilissimi per consolidare la credibilità del tuo sito e far rimanere più a lungo i visitatori), aggiungine un o più, senza esagerare.
  • Frase chiave nell’introduzione: se la frase chiave che hai scelto o i suoi sinonimi non compaiono nel primo paragrafo (il primo blocco Gutenberg della pagina che dovrebbe essere un “Blocco Paragrafo” scritto per introdurre la pagina stessa) della pagina, inseriscila!
  • Frase chiave nei sottotitoli: usa di più le frasi chiave o i loro sinonimi nei sottotitoli di livello più alto come l’H2. Non esagerare e prova ad inserire la frase chiave una sola volta.
  • Attributo alt dell’immagine: se in una pagina non ci sono immagini e/o non è stato inserito il “Testo Alternativo” (o “Alt”) delle immagini presenti, dovresti farlo. In questo modo le immagini inserite nell’articolo avranno una possibilità in più di finire in SEO. Inoltre, un buon articolo con una immagine pertinente e ben descritta sarà solitamente premiato molto dalle SEO dei motori di ricerca. Per approfondire, clicca qui.
  • Lunghezza del testo: il testo di una pagine deve contenere almeno 300 parole. Difatti, il numero minimo di parole per pagina suggerite da Yoast è di 300, questo perché un testo non ripetitivo (e non copiato!) di almeno 200-300 parole è più “ricco di informazioni” di un testo con 50-100 parole ed è quindi più adatto ad essere scannerizzato e quindi può entrare in SEO più facilmente.

6) Cliccando su “Modifica snippet” avrai accesso a 3 importanti sezioni:

  • Titolo SEO: questo sarà il titolo della pagina che i tuoi utenti visualizzeranno sul motore di ricerca. Ti consiglio di non modificare niente in questa sezione perché Yoast se ne occuperà sempre per te in automatico.
  • Slug: l’indirizzo specifico dell’articolo. Ad esempio, nella pagina www.internetto.it/seo/ lo slug sarà “seo”. Come descritto nel punto 2) di questa guida, lo slug può essere modificato. Assicurati che lo slug sia uguale al titolo (H1) della pagina prima di pubblicare! Un piccolo trucco: se lo slug è diverso, cancellalo e clicca su “Salva bozza” (o “Aggiorna” se la pagina è già stata pubblicata) in alto a destra della pagina WordPress. Un consiglio: non cambiare lo slug una volta pubblicata la pagina o perderai il posizionamento SEO (registrato sul vecchio slug), perché i motori di ricerca non troveranno più il vecchio indirizzo.
  • Meta descrizione: questo è il rettangolo che comparirà come anteprima della descrizione di una pagina sui motori di ricerca (la descrizione subito sotto al Titolo SEO). Meta descrizione è quindi sinonimo di “snippet” (lo SNIPPET è stato trattato al punto 5) di questa guida!). Anche qui un consiglio: assicurati di compilare sempre la Meta descrizione ed inseriscine una molto simile all’introduzione dell’articolo (in modo da far capire subito ai lettori che l’argomento è quello ed è inequivocabile!).
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Nell’immagine: le sezioni relative a “Titolo SEO”, “Slug” e “Meta descrizione”.

7) Una volta inseriti la “Frase chiave”, lo “Slug” (uguale all’H1 della pagina!) e la “Meta descrizione” il tuo articolo sarà pronto per la SEO e se avrai svolto tutti i passaggi correttamente, noterai un “semaforo verde/una faccetta verde” nella finestra “SEO” di Yoast. Questo significa che il tuo articolo avrà tutte le caratteristiche formali necessarie per essere indicizzato e finire nel web (sempre che non sia stato copiato da qualche altra parte! I motori di ricerca sono infatti costruiti anche per individuare i plagi!).

Mi raccomando, non impazzire se la faccina della finestra SEO sarà ancora arancione! Può capitare che alcune pagine siano difficili da “sistemare” e specie nei primi periodi, l’arancione andrà più che bene.

La stessa cosa è valida anche per la finestra “Leggibilità”, con la differenza che quest’ultima non impatta direttamente sulla SEO (in quanto non può essere “giudicata” da un robot) ma impatterà, una volta pubblicato l’articolo, sulla leggibilità della pagina lato visitatori. Assicurati che anche questa sezione riporti almeno il “semaforo arancione” e segui i consigli suggeriti da Yoast per riuscirci.

Se avrai saltato qualche passaggio la faccina “SEO” sarà grigia (faccina grigia = dati insufficienti).

Se il testo non sarà ben diluito o sarà di difficile lettura, la faccia “Leggibilità” sarà probabilmente rossa. Non avere paura e ricontrolla cosa sistemare. A volte basta veramente poco: una divisione in Titoli intelligente renderà il testo più leggero, qualche virgola e qualche punto in più faranno scorrere meglio il discorso.

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Nell’immagine: la faccina verde della sezione “SEO” di Yoast, indica che la SEO di questa pagina è buona. A fianco (a destra) puoi notare la sezione “Leggibilità” in arancione.

I suggerimenti dati da Yoast per migliorare l’impaginazione si trovano in basso ad ognuna delle 2 sezioni “SEO” e “Leggibilità” e si dividono in 3 colori: rosso, arancione e verde. I suggerimenti in rosso andrebbero letti con attenzione e se possibile attuati (almeno il larga parte) fino a far diventare le sezioni “SEO” e “Leggibilità” arancioni.

Infine, ci tengo a dire che qualunque sia (e sarà in futuro) il tuo livello di studio, comprensione ed attuazione di queste ed altre pratiche, la SEO rappresenta (e rappresenterà) per te un continuo lavoro di informazione, studio e perfezionamento. Più farai pratica e più imparerai a posizionarti sui motori di ricerca. Più studierai i siti di successo e la loro impaginazione e più avrai da imparare a riguardo. Più tenterai di assecondare gli algoritmi dei motori di ricerca e più vantaggi otterrai. La SEO è in continua evoluzione così come gli algoritmi di ricerca. Con tanta pratica forse un giorno, per scrivere una pagina per il web, non avrai nemmeno più bisogno di Yoast. Buon lavoro e auguri!

Se non sai come sottomettere un link a Google, clicca qui.

Se non sai come sottomettere un link a Bing, clicca qui.

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