Un metodo di studio. Riassunto

Riassunto di un metodo di studio e sulle tecniche di memorizzazione e di realizzazione personale.

Un metodo di studio. Riassunto

In questa pagina troverai un piccolo riassunto di uno dei metodo di memorizzazione più diffusi nella scuola americana (la scuola di Buzan e seguaci). Questa è solo una proposta educativa, integrata con considerazioni ed ampliamenti di alcuni esperti del settore residenti in Italia. Prendi il buono che c’è e prova a modellare in autonomia il tuo personalissimo metodo di studio. Buona lettura!

Come funziona la memoria?

0) Ogni essere umano è capace di memorizzare e di apprendere. Cosa contraddistingue una mente allenata da una non allenata? Desiderio e tecnica.

1) Memoria e apprendimento non sono la stessa cosa. Per capirlo, basta leggere una qualsiasi lista di parole (ad esempio di 20 parole) che già si conoscono tutte e basta provare, coprendo il foglio dove le parole sono state scritte, a ricordarle e riscriverle tutte nello stesso ordine. Questo ci fa capire che bisogna trovare il giusto equilibrio tra memoria e comprensione.

2) Una cosa fondamentale per allenare la mente è imparare a dividere il tempo in adeguate “unità di tempo”. Ad esempio, è meglio dividere lo studio in periodi dai 20 ai 50 minuti, con 2-10 minuti di pausa ogni volta. Nelle pause bisognerebbe far “riposare la mente”, ad esempio facendo una passeggiata, sorseggiando qualcosa di analcolico, facendo esercizio fisico, meditazione o ascoltando musica rilassante. E ricorda: organizzare il proprio tempo è una competenza chiave fondamentale. Il tempo è la merce più rara che ci sia, poiché non si può acquistare!

Come funzionano la memoria e lapprendimento

3) Durante le pause il cervello riordina le idee, quindi non bisogna sentirsi in colpa per le pause, anzi! Le giuste pause sono fondamentali. Né troppe né poche. In più, con sessioni di apprendimento dai 20 ai 50 minuti, otteniamo l’equilibrio ottimale tra comprensione e memoria.

4) All’inizio e alla fine di ogni nuovo “periodo di apprendimento” è importantissimo riassumere il materiale fatto e dare una rapida occhiata al materiale della nuova “sessione”. Questo passaggio è fondamentale per rielaborare, per ricordare e per creare uno sguardo d’insieme. Difatti, circa l’80% dei dettagli dello studio vanno persi già nelle 24 ore successive alla fine del periodo di studio. Utilizzare i metodi della schedatura, tanti colori, schemi disegnati a mano (per attivare più aree del cervello e sviluppare abilita intrapersonali), immagini etc.

5) Ogni nuova informazione viene solitamente conservata nella memoria a breve termine, e per trasferirla a quella a lungo termine occorrono esercizio e ripetizione. Solitamente, sarà necessario ripetere circa 5 volte una determinata azione nello studio per incamerarla. Tutto questo è ben riassunto dalla formula:

MBT + 5R = MLT

Dove “MBT” sta per “memoria a breve termine” e “MLT” sta per “memoria a lungo termine”. Per trasferire le informazioni alla memoria a lungo termine bisognerà quindi ripetere 5 volte ben precise (“5R”) le informazioni acquisite:

  • Subito dopo aver imparato.
  • Un giorno dopo aver imparato.
  • Una settimana dopo aver imparato.
  • Un mese dopo aver imparato.
  • Tra tre e sei mesi dopo aver imparato.
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6) Perché ripassare? Ripassare, come tutte le abitudini, è qualcosa di faticoso se non lo si è mai fatto, ma è fondamentale per l’apprendimento. Difatti, il “picco della memoria” si verifica circa 10 minuti dopo l’apprendimento (se il tempo di studio è 60 minuti, altrimenti fare la proporzione). 10 minuti DOPO la pausa della sessione di studio appena conclusa. Questo è dunque il momento ideale per un ripasso degli argomenti appena trattati. Il ripasso non dovrà durare tanto, utilizzare all’incirca queste proporzioni per sapere quanto e, se necessario, farsi aiutare da mappe mentali e mappe concettuali.

7) Da notare come, al contrario di quanto si pensi, l’età non causi peggioramenti della memoria, se si continua con costanza a sfruttare le capacità numeriche, linguistiche, analitiche e logiche dell’emisfero sinistro del cervello, nonché quelle ritmiche, musicali, creative e dimensionali dell’emisfero destro, assecondando i ritmi e i principi di base della memoria. Anzi, essa può persino migliorare. Più la memoria viene stimolata ed esercitata, più vi permetterà di costruire reti di collegamenti e associazioni con nuovi ambiti della conoscenza, e più sarà in grado di creare e di ricordare.

8) Il cervello umano è l’organo principale del sistema nervoso centrale umano ed è sicuramente l’organo meno conosciuto e più misterioso che ci sia. Ogni area del cervello “è attrezzata” per occuparsi di determinate cose e ad un determinato sviluppo delle aree cerebrali sono necessariamente correlate determinate “facoltà”. Senza tirare in ballo evidenze importanti come la differenza tra destrimani e mancini, la lateralizzazione e le neuroscienze in generale, basterà qui sottolineare che un emisfero si occupa di determinate “facoltà” e l’altro “lo completa”.

Lorganizzazione del cervello e degli emisferi 1 1024x979 1

Immagini, associazioni, luoghi e mnemotecniche

9) Associazione ed immaginazione sono alla base delle tecniche mnemoniche. Difatti, tanto più si stimola l’immaginazione, quanto più si allenano le capacità di apprendimento. Immaginazione + associazione = memoria. Questa formula è spiegabile constatando un fatto molto importante: se noi utilizzando entrambe queste facoltà noi attiviamo entrambi gli emisferi del cervello. A maggiori stimoli corrisponderà maggiore memoria e la memoria è un pilastro della nostra identità personale.

10) All’associazione e all’immaginazione gli antichi greci aggiungevano anche un terzo “pilastro della memoria”, cioè il “luogo”. In sintesi: affinché il cervello ricordi ciò che ha immaginato e che associato, esso deve anche “ambientare” il ricordo-immagine in un luogo particolare.

11) Per massimizzare i frutti del nostro lavoro, al nostro “paesaggio mentale” fatto di associazioni, collegamenti e immaginazione, possiamo anche aggiungere le tecniche mnemoniche. Tony Buzan ne individua dodici e le ricordiamo qui con l’acronimo “SMASHIN SCOPE”:

Sensorialità

Movimento

Associazione

Sessualità

Humor

Immaginazione

Numero

Simbolismo

Colore

Ordine

Positività

Esagerazione.

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Ma analizziamo le dodici tecniche mnemoniche di base una ad una:

  • SENSORIALITÀ: La maggior parte dei grandi “memorizzatori naturali” e tutti i maestri di mnemotecnica sviluppano una sensibilità eccezionale di tutti e cinque i sensi, per poi mescolarla e sfruttarla simultaneamente per produrre un “ricordo potenziato”. La fusione dei sensi è detta “sinestesia”, e si è appurato che per sviluppare la memoria è fondamentale allenare costantemente i sensi.

  • MOVIMENTO: In ogni immagine mnemonica il movimento accresce notevolmente la gamma di possibili collegamenti che il cervello può stabilire per richiamare i ricordi. Dare un ritmo e una tridimensionalità alle immagini, aiuterà: più le immagini avranno ritmo e variabilità, più spiccheranno e sarà facile ricordarle.

  • ASSOCIAZIONE: È una delle due pietre angolari della memoria: qualunque cosa si voglia memorizzare, è necessario associarla o collegarla a qualcosa di stabile nel nostro ambiente mentale. In questa branca rientra il sistema di ancoraggio: per esempio, al numero 1 associare l’immagine di un pennello (1 = pennello).

  • SESSUALITÀ: In questo campo abbiamo tutti una buona memoria. Usiamola al meglio.

  • HUMOUR: Più le immagini sono buffe, ridicole, assurde e surreali, più saranno facili da ricordare. Divertirsi è qui la chiave.

  • IMMAGINAZIONE: Come abbiamo già osservato, l’immaginazione è una vera e propria centrale energetica della memoria. Einstein ha detto: “L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo intero, stimolando il progresso e dando origine all’evoluzione”. Più si applicherà un’immaginazione vivida alla memoria, più ricordare sarà semplice.

  • NUMERO: I numeri aggiungono precisione ed efficienza al principio dell’ordine e della successione.

  • SIMBOLISMO: Sostituire un concetto ordinario, noioso o astratto con un’immagine più incisiva e significativa aumenta la probabilità di ricordare.

  • COLORE: Quando è possibile, è meglio usare “tutti i colori dell’arcobaleno” per rendere le idee più sgargianti, e quindi più memorabili (vedi figura qui sotto).
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  • ORDINE: Insieme con gli altri principi, l’ordine (o successione) fornisce un punto di riferimento immediato e aumenta le possibilità del cervello di effettuare un “accesso casuale”. Esempi di raggruppamento e ordinamento possono essere dal piccolo al grande, per colore, per categoria e per gerarchia.

  • POSITIVITÀ: Spesso le immagini positive e piacevoli sono più utili alla memorizzazione, perché il cervello è più motivato a recuperarle. Le immagini negative, anche se ottemperano a tutti i principi appena enunciati e sono di per sé memorabili, potrebbero essere bloccate oppure ostacolate dal cervello, che considera sgradevole la prospettiva di richiamarle.

  • ESAGERAZIONE: In tutte le immagini da memorizzare si possono esagerare le dimensioni, la forma e il suono, così da rendere più facile il ricordarle.

È interessante notare che i principi delle dodici tecniche mnemoniche SMASHIN SCOPE costituiscono anche la struttura portante delle mappe mentali (sviluppate e brevettate da Tony Buzan).

12) Altri due punti fondamentali: Parole-immagini chiave della memoria + Semplicità

– In ogni sistema mnemonico c’è una “parola chiave della memoria” a cui ancorare gli altri elementi che occorre ricordare. Questa parola chiave è specificamente pensata per essere una “parola-immagine”, perché deve produrre un quadro o un’immagine nella mente di chi usa un sistema mnemonico. Da qui la definizione di “parola-immagine chiave della memoria”.

A mano a mano che si allenano i sempre più sofisticati sistemi mnemonici ci si renderà conto di quanto sia importante che le immagini mentali contengano SOLO le cose o le parole da ricordare. Inoltre, quelle cose o parole devono essere associate o collegate a parole-immagini chiave della memoria. Il “superfluo” ostacolerà INEVITABILMENTE la memorizzazione.

I sistemi di memorizzazione

13) I SISTEMI DI MEMORIZZAZIONE: esistono dei sistemi e delle tecniche utilizzati dall’alba dei tempi per memorizzare meglio, eccone alcuni:

  • SISTEMA DI COLLEGAMENTO: il sistema del collegamento è il più importante di tutti i sistemi mnemonici, ed è fondamentale perché facilita l’apprendimento dei sistemi più complessi. Questo sistema di base è usato per memorizzare brevi elenchi come la lista della spesa, in cui ogni elemento è collegato o associato a quello successivo. Qui le cose sono collegate tra di loro in maniera esagerata, utilizzando le 12 tecniche e costruendo “una storia in comune” tra tutte che colleghi gli oggetti da ricordare.
  • SISTEMI DI ANCORAGGIO: un “sistema mnemonico di ancoraggio” è simile a un sistema del collegamento, ma utilizza un elenco speciale di immagini mnemoniche chiave che non cambia mai al cambiare delle storie e a cui è possibile collegare e associare tutto quello che si vuole ricordare. Un sistema di ancoraggio può essere paragonato a un armadio con un certo numero di attaccapanni a cui appendere gli abiti. Gli attaccapanni non cambiano mai, ma gli abiti che vi si possono appendere variano all’infinito. Di questo sistema fanno parte diversi sottoinsiemi come il sistema numero-forma:

    SISTEMA NUMERO-FORMA: Nel sistema numero-forma, il primo dei “sistemi di ancoraggio” presi qui in esame, il numero e la forma rappresentano gli attaccapanni, e le cose che si desiderano ricordare sono gli abiti da appendere. Il sistema è semplice, perché usa soltanto i numeri dall’1 al 10. Nel sistema numero-forma l’unica cosa che si deve fare è pensare a un’immagine (personalizzata) per ogni numero dall’1 al 10. Ciascuna di queste immagini deve richiamare alla memoria un numero, perché l’uno e l’altra hanno la stessa forma. Qui sotto, un esempio del sistema numero forma:

Sistema numero forma schema 1024x412 1

SISTEMA NUMERO-RIMA: Il sistema numero-rima sarà particolarmente facile da imparare, poiché si basa sugli stessi principi del sistema numero-forma. Può quindi essere usato per ricordare brevi elenchi di cose che si vogliono immagazzinare nella memoria soltanto per poco tempo.

SISTEMA DELLA STANZA ROMANA O DEL PALAZZO DELLA MEMORIA: I romani elaboravano facilmente i loro sistemi mnemonici. Immaginavano di entrare nella loro casa e poi nella loro stanza e di riempirla con tutti gli oggetti e i mobili che volevano, e ogni oggetto o mobile serviva come immagine di collegamento a cui “appendevano” le cose che desideravano ricordare. I romani erano particolarmente attenti a non rendere la stanza un caos mentale pieno di cianfrusaglie. In questo sistema la precisione e l’ordine, attributi della parte sinistra del cervello, sono infatti essenziali. Prima di tutto seleziona dieci specifici loci, o collocazioni, per gli elementi della memoria, salendo piano piano e con l’allenamento a venti, trenta o cinquanta oggetti e aggiungendo delle stanze alla casa. Il metodo con cui si percorre il palazzo deve essere fisso e gli oggetti devono legarsi al vissuto.

SISTEMA ALFABETICO: La sua struttura è simile a quella dei sistemi numero-forma e numero-rima, l’unica differenza è che usa le lettere dell’alfabeto al posto dei numeri.  Come in tutti gli altri sistemi di memorizzazione, anche in quello alfabetico occorre sfruttare le dodici tecniche mnemoniche per renderlo davvero efficiente. Le regole per creare il vostro sistema alfabetico sono semplici: A) Scegliete una parola-immagine chiave che inizi con il suono di ciascuna lettera; B) La parola dev’essere facile da ricordare; C) La parola dev’essere facile da immaginare; D) La parola dev’essere facile da disegnare.

Per completezza, è necessario citare, in questa dispensa, che esistono dei sistemi avanzati di memorizzazione, come il famosissimo sistema della CONVERSIONE FONETICA.

Inoltre, vanno qui citati il metodo P.A.V. o Paradosso Azione Vivido, la Matrice di autopotenziamento della memoria e le MAPPE MENTALI. Tali metodi non sono stati approfonditi per ragioni di complessità e di lunghezza della presente dispensa.

Oltre alla memoria

14) LA POSTURA, L’ATTIVITÀ FISICA E IL GIUSTO RIPOSO sono tre aspetti fondamentali dell’apprendimento e quindi anche dell’allenamento della mente e del corpo. “Mens sana in corpore sano” dicevano gli antichi, e in questo senso abbiamo solo da imparare. L’attività fisica non solo può migliorare la gestione delle nostre emozioni (come spiegato da Daniel Goleman in “Intelligenza emotiva”) ma ci permette di tenerci sempre in forma anche fisicamente. Non scordiamoci mai che mente e corpo sono una cosa sola!

Una postura corretta nella lettura
Una scrivania sgombra da oggetti superflui, una postura corretta (facendosi aiutare, se necessario, da un leggio o da un poggiapiedi) e una illuminazione naturale sono fondamentali nello studio.

15) Allenare mente e corpo significa non solamente imparare tecniche di lettura veloce e di apprendimento rapido ma anche IMPARARE A RIFLETTERE, facendo soprattutto attenzione alla VALUTAZIONE PERSONALE e all’AUTOCRITICA, le quali non devono mai essere eccessivamente severe ma devono comunque rappresentare un momento importante della giornata.

16) Ricorda che ogni metodo di studio e/o di ottimizzazione del tempo è PERSONALIZZATO e va ritagliato sulle tue esigenze e sulle tue aspirazioni. Inoltre, il suo perfezionamento e la crescita personale sono SEMPRE IN COSTRUZIONE. Non basta una vita per imparare e qui può tornarci utile l’umiltà di Socrate di fronte alla grandezza della conoscenza: “sapere di non sapere” è una base importante per approcciarsi alla conoscenza.

17) Allenare le doti empatiche è FONDAMENTALE in una ottica sociale, ed è un bene prezioso da coltivare e curare, ancora di più nell’era della digitalizzazione. L’empatia è una pietra miliare della vita degli esseri umani nel mondo e molto spesso le doti empatiche vengono trascurate per fare posto alla sola intelligenza logica. Un altro aspetto fondamentale da tenere presente, in conclusione, è questo: NON SCORAGGIARTI MAI E IMPARA A CONOSCERE TE STESSO E AD APPREZZARE LE TUE DOTI E I TUOI DIFETTI per sapere quanto vali e per incominciare a costruire progetti a breve, medio e lungo termine. Allena la tua RESILIENZA e LAVORA SODO. I frutti, prima o poi, arriveranno!

Howard Gardner, un famoso psicologo statunitense, ha teorizzato in uno dei suoi libri di maggior successo (chiamato “Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza”) ben nove tipi di intelligenze contenuti in ciascun essere umano. Ognuno di noi, secondo Gardner, avrebbe “per natura” già sviluppate delle doti, ma nessuno di noi avrà mai tutte queste forme di intelligenza sviluppate al massimo!

I 9 tipi di intelligenza secondo Gardener
I 9 tipi di intelligenza secondo Gardener.

E che “i tipi di intelligenza” siano nove o che siano di meno o di più poco importa, l’importante è capire come il contributo di Gardner e di altri studiosi sia stato fondamentale per far capire alla comunità scientifica ed accademica internazionale che l’essere umano è “sfaccettato” e non può essere valutato unicamente per la propria memoria o per le proprie capacità di ragionamento.

Allenare la memoria è importante ma è ancora più importante allenare la mente a 360°! Non scordare mai la lezione di Gardner, di Goleman e dei tantissimi studiosi che ancora oggi, a distanza di migliaia di anni da quando l’uomo è comparso sulla Terra, credono nell’unicità di ogni essere umano!

Bibliografia utile e fonti

  • ALLEN D. , Detto, fatto! L’arte di fare bene le cose, Sperling & Kupfer, 2015.
  • BUZAN T. , Le leggi delle mappe mentali: come conoscere il più potente strumento del pensiero per utilizzare al massimo il vostro cervello, Hoepli editore, 2018.
  • BUZAN T. , Lettura veloce: Imparare a leggere velocemente migliorando la comprensione del testo, editore Unicomunicazione.it, eBook, 2013.
  • BUZAN T. , Usiamo la memoria, Sperling & Kupfer, eBook, 2012.
  • ECO U. , Come si fa una tesi di laurea, La Nave di Teseo editore, 2017.
  • GARDNER H. , Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza, Feltrinelli, Milano, 2002.
  • GOLEMAN D. , Intelligenza emotiva, Bur editore, 2011.
  • NUSSBAUM M. , L’intelligenza delle emozioni, Il Mulino, 2009.
  • PENTIMALLI I. , La tua mente può tutto, Mondadori edizioni, 2019.
  • POLITO M. , Imparare a studiare. Le tecniche di studio. Come sottolineare, prendere appunti, creare schemi e mappe, archiviare, Editori Riuniti Univ. Press, 2011.
  • SALVO M. , Studiare è un gioco da ragazzi: Il metodo rivoluzionario per fare i compiti in modo efficace e veloce, Edizioni Gribaudo, 2019.

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